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Venezia 75 – Mostra del Cinema 2018

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Quando sento dire “Venezia”… il mio cuore prende il volo, e mi riporta laggiù,
o lassù. O tutti e due. Non si può esprimere a parole, ma ci provo.

Da “Choi-oi!” ad “Arrivederci Saigon”
Venezia 75 – Mostra del Cinema 2018

In Vietnam nel ’68, la riscoperta del mio diario dieci anni dopo, e comincia la mia crociata, lo sentivo come una missione, far conoscere questa strana storia: dall’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano a trasmissioni tv, radio, articoli, riconoscimenti, registi più o meno famosi, ma tutto sfumava nell’oblio, prima o poi.
E io ricominciavo.
Viene pubblicato con il titolo di “Ciòiòi”, poi corretto in “Choi-oi!” grazie all’illuminazione di un sacrestano vietnamita, che me ne spiega il significato:
non lo sapevo che questa parola racchiudeva in sé tutta la storia. Se leggete il libro lo saprete.
Un soffio di ottimismo, ma non troppo, arriva quando uno scrittore, Giampaolo Simi, assiste ad una presentazione di “Choi-oi!”, ne resta colpito, e lo porta alla regista Wilma Labate. Alla firma dell’opzione me lo sentivo, che di cammino da fare ce n’era ancora: passa il tempo, scade l’opzione, e la lotta continua…
Ma ci si arriva, al film. Una giornata intera a Roma per le riprese, la sera torno a casa distrutta. Dopo cinquanta anni dal Vietnam.

Venezia 75, 2018. Il produttore che mi telefona: “Daniela, fatti passare la paura dell’aereo: siamo a Venezia!” E gli anni trascorsi a crederci, a non abbandonare nemmeno nei momenti più neri, a pensare ogni giorno qualcosa di nuovo… spariscono, volano via. Dire “soddisfazione” è riduttivo.
“Commozione”? Sì, ma non solo. Un languore che ti prende e ti pervade, uno
scoppio di gioia dopo il dolore…

L’auto blu che ti viene a prendere sotto casa la mattina presto con tanto di autista in abito elegante, e quando scendi all’aeroporto di Alghero ti guardi intorno scoppiando di orgoglio, e il volo che non te ne importa proprio più, la paura è un ricordo lontano. A Venezia ti aspetta un gruppetto di persone che ti accoglie a braccia aperte e ti porta in motoscafo fino a un hotel dove di solito alloggia George Clooney, fuori i tassisti sembrano modelli di una sfilata.
Un sogno. La cena con giornalisti famosi, la troupe di Armani per il trucco, una sala intera, mi guardo intorno ed è solo per me. E poi il vortice: la
proiezione, i quindici minuti di applausi, le interviste di ogni-dico-ogni trasmissione e giornale, le foto con Barbera, la gente che ti riconosce e ti saluta quando esci sul tappeto rosso “sono loro! sono loro!”, Leonardo Sbaraglia che si offre di portarti la valigia all’aeroporto…

La gioia, così grande, ti solleva da terra, ormai non cammini: voli anche senza aereo.
Quando sai che è tutto merito tuo e della tua tenacia indomabile, non importa se non ti hanno citato nemmeno nei titoli di coda, sinceramente te ne freghi, e la gioia ti accompagnerà per sempre.

Leonardo Sbaraglia (Acusada)

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