La corretta posizione al pianoforte – Musica

Corretta posizione al pianoforte

Queste righe sono dedicate a chi si avvicina per la prima volta allo studio dello strumento. Qualsiasi insegnante di fronte a un allievo principiante ne controlla la posizione: nel suonare il pianoforte infatti riveste una grande importanza il mantenimento di un atteggiamento corretto davanti allo strumento. A parte questo fenomeno che ho avuto l’enorme piacere di ascoltare e vedere all’opera (minuscolo), e che se lo può permettere…

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Carillon – La favola musicale per bambini

Stamani mi facevano notare che finora non ci aveva pensato nessuno. A far cosa? A digitalizzare delle geniali opere didattiche, che altrimenti sarebbero andate perdute.
Già – e me lo chiedevo anche io – possibile? Certo, che avendolo fatto, ora mi trovo fra le mani un tesoro che è opera prima di tutto del Maestro Franco Bignotto e poi orgogliosamente mia. Parlo del “Suono subito” e del “Carillon”.
Tanto per capirci, quando stavo digitalizzando proprio il “Carillon” – e mi ci sono voluti 3 anni! – è venuta a trovarmi una neo-diplomata in pianoforte, figlia di un’amica: è rimasta senza parole, a bocca aperta, guardando ora me ora lo schermo, finché ha esclamato “Davide e Lucia! Non ci posso credere! Me lo ha preso mia madre quando ero piccola, è per questo che mi sono appassionata alla musica!”.
Credo di non aver niente da aggiungere, se non che pressappoco la stessa frase me l’hanno detta altri…
Davide e Lucia sono i protagonisti di una favola in 30 puntate, uscita negli anni ’80 in edicola (peccato mortale…), destinata ai bambini dai 4 ai 6 anni, la più efficace opera di propedeutica musicale che abbia mai visto nella mia lunga carriera di insegnante di musica e ricercatrice didattica.
In questa favola i due bambini sono alla ricerca del loro gattino Nobody, che si è allontanato da casa il giorno prima, e si perdono nel bosco; in loro soccorso arriva uno strano personaggio che li accompagna alla scoperta del mondo dei suoni. Alla fine di ogni storia un simpatico motivo, sia in versione completa che con la sola base, che consolida le conoscenze acquisite. Concetti espressi non con termini “infantileschi” (i bambini sono piccoli, non deficienti), che introducono man mano le caratteristiche del linguaggio musicale.
Come si usa?
Ho acquisito le immagini degli album (che ho dovuto ripulire dagli scarabocchi dei miei figli) e unendole al file digitalizzato in mp3 ho creato dei filmini, che il bambino seguirà sfogliando l’album relativo, che avremo provveduto a stampare, girando pagina al segnale di volta in volta prestabilito, eseguendo le attività richieste alla fine del racconto e divertendosi anche a colorare le pagine dedicate al disegno. Meglio se i bambini sono più di uno, ma massimo 4; questo se si ha l’occasione di farli seguire da un’insegnante. Altrimenti va bene lo stesso se il bambino è affiancato da un adulto di famiglia.
Potete trovare qui tutte le indicazioni e scaricare anche le prime due puntate gratuitamente.

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Canteremo gloria a Te – Musica liturgica

Canteremo gloria, musica liturgica…Non limitarsi a suonare e cantare inni sacri, ma indagare sulla loro origine e sui loro autori e arrangiatori ce ne fa sicuramente capire meglio il significato e ci fa eseguire il canto in modo più consapevole. Così, cercando notizie su “Noi canteremo gloria a Te”, mi sono imbattuta nel “Salterio Ginevrino”, che è una raccolta di 126 melodie destinate al canto dei 150 salmi della Bibbia. Composte per essere usate nell’ambito della Riforma, furono composte fra il 1539 e il 1562 a Ginevra, con la supervisione di Giovanni Calvino, e attraverso diverse modifiche nei secoli il canto dei salmi sta conoscendo oggi un risveglio di interesse, e diverse fra queste melodie vengono adottate in Germania e nelle chiese cattoliche italiane.
Noi canteremo gloria a te” è datata 1551, con l’adattamento di William Kethe (Salmo 100, “All people that on earth do well”), ed è stata in seguito armonizzata da artisti vari, fino a Don Dusan Stefani nel 1966, su testo di Gino Stefani, semiologo, musicista e musicologo, sempre nel 1966.
Possiamo ascoltare (e vedere) la versione “classica” qui, eseguita per la celebrazione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione della Regina Elisabetta II nell’Abbazia di Westminster.
Fa riflettere, quanto la musica accomuni chi ha preso strade differenti, come Cattolici e Protestanti, ma d’altronde è peculiarità proprio della musica quella di far sentire uniti popoli diversi…e questo è uno dei più grandi successi di “Noi canteremo gloria a Te”.

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Canto per Cristo – Musica liturgica

Canto per Cristo

C’è un mondo, in ogni parrocchia c’è un mondo. Magari silenzioso, magari sconosciuto, ma sicuramente laborioso: chi pulisce la chiesa, chi sistema ogni cosa prima della Messa e anche dopo, e via con i bisogni più disparati… e c’è anche chi accompagna la liturgia con i canti, cioè chi suona e chi canta, e non importa se stonato o meno, ce la mette tutta. Addirittura io credo
che il Signore abbia un pizzico di simpatia in più per questi ultimi!
Essendo musicista e soprattutto praticante, nel mio piccolo, non potevo tirarmi indietro: da organista a soprano nel coro, non mi sono fatta mancare nulla. E così ho incontrato la ricchezza nascosta, la passione che, chi non conosce la musica come me, riversa nell’impegno costante dell’accompagnamento delle funzioni religiose.
Nel corso degli anni, va a finire che i brani li conosciamo tutti, meglio dire “quasi”. Grazie ad internet, gli spartiti e i video si trovano, ma con una ricerca a volte certosina. Per questo ho raccolto i frutti del mio lavoro nella pagina di nuovemuse.it riservata al Coro di Bancali.
Per non limitarmi poi ad una visione superficiale, ho voluto soddisfare nei limiti del possibile la curiosità di approfondire la conoscenza dei singoli brani.
Oggi vorrei posare lo sguardo su “Alleluia Canto per Cristo”.

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Suono subito – Lezioni di musica

Suono Subito…Per molto tempo ho creduto che la musica si potesse insegnare in un solo modo: note nei righi e negli spazi, chiave di violino e chiave di basso, perché noi del pianoforte siamo molto “fortunati” che dobbiamo leggere contemporaneamente in due modi diversi, sennò era troppo facile…, e poi un anno minimo di solfeggio parlato (che se è “parlato” tanto “musicato” non è, a mio modesto parere), e per gentile concessione prendere un testo a caso, il Beyer, toh, dita in posizione do-re-mi-fa-sol, tutte e cinque anzi tutte e dieci…

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Il treno del sole – Nona ed ultima puntata

Nona puntata

Passarono due anni da allora. La mia vita continuava con le solite difficoltà e la consueta paura di essere abbandonata che mi portava a far di tutto per scappare io per prima. A complicarmi l’esistenza ci si era messa anche quell’idea di un metodo, assolutamente diverso da tutti gli altri, per imparare a suonare, tutta colpa di un allievo duro di comprendonio e mia che quando mi metto in testa di far comprendere una cosa non mollo. In un momento di sconforto avevo esclamato “ora prendo e lo brucio!” La risposta di mio marito mi lasciò senza parole: “e non so cosa aspetti!”: fu lì che decisi di continuare.

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Il treno del sole – Ottava puntata

Ottava puntata

È arrivato il momento, quello di ricordare.

Gli inviai il mio primo libro di poesie, meditando per ore sul miliardo di cose che gli volevo dire… e finalmente riuscii a partorire un “le invio il mio libro, faccia un po’ come crede.”

E lui capì tutto e subito. Aspettavo con ansia le sue lettere, e nelle mie mi aprivo come non avevo mai fatto: eravamo della stessa pasta, bastava un accenno e partiva un fiume in piena.

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Il treno del sole – Settima puntata

Settima puntata

Fu l’inizio di una nuova vita, anche se faticavo non poco, o diciamo che piuttosto ero ancora lontana anni luce dal capire cosa voleva dire un padre, dei fratelli, una famiglia.

Venni via dalla Calabria con la promessa che sarei andata a conoscere i nonni, ossia il nonno, perché la moglie se n’era andata anni prima, la zia, sorella di mio padre, suo marito e la loro bellissima figlia. Erano famiglie di umile estrazione, mentre dalla parte di là ero l’unica misera in mezzo a milionari, che allora era il massimo; ricchissimi e tirchi, parecchio.

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Il treno del sole – Sesta puntata

Sesta puntata

Mi svegliai in un nuovo mondo: potevo chiamare qualcuno “babbo”, anche se non di fronte a tutti; non ero più figlia unica, ma di un botto mi erano apparsi quattro fratelli, due maschi e due bambine, l’ultima arrivata ancora nella culla. Di mio padre mi avevano parlato, o piuttosto “sparlato” da quando ero stata capace di capire il linguaggio, ed ero così imbottita delle verità unilaterali che l’altra parte poteva dirmi di tutto e di più, senza che io ci credessi nemmeno per sbaglio.

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