Cheafafà

A volte sembra un incubo, ma stamani è stato superato il record dell’incredibile! Ho aperto la finestra, che dopo una notte di condizionatore un po’ d’aria dovrebbe giovare… e al posto dell’aria, acqua! Aria bagnata! E calda, caldissima, colore giallo-sabbia, ma forse nel Sahara si comincia a stare meglio, il sole anemico e bagnato anche lui, dietro qualcosa che assomiglia a nebbia ma dev’essere mare arrovesciato… Una corsa a vedere la temperatura al termometro sul terrazzo: 30°! E scusatemi se è poco, alle 7,30 del 29 Agosto! Torno in camera, dove noto qualcosa di strano, poi focalizzo sulla specchiera dell’armadio: totalmente appannata! Respirando acqua calda, faccio la mia mezz’oretta di ginnastica, non so con quale coraggio. E poi sotto la doccia: ma cosa speravo, di trovare un getto ristoratore? Brodo!

Buondì, Alghero, ogni giorno è sempre peggio!

Mando mio figlio a fare la spesa, lui regge meglio l’impatto con l’aria gelida che all’entrata della Coop ti riduce a cubetti il sudore, e mi fermo a contemplare la giornata, con le braccia tipo scimmia, penzolanti fino a terra. Come faccio ad andare a Cagliari ALL’ESTREMO SUD, dove mia nuora ha cortesemente deciso di partorire? Dove, nella casa degli amici che mi ospitano non c’è l’aria condizionata? Il bagno in mare, che tutti mi invidiano, eh? Che ce l’ho davanti a casa? Mi fa venire in mente il sindaco di Pontedera ai tempi dell’alluvione, Maccheroni, che stava sul terrazzino del comune ad aspettare che l’acqua bollisse, per buttarsi di sotto! Che ci vado a fare? Tanto vale riempirsi la vasca d’acqua calda! E i pesci, che qui si vedono anche a riva, mezzi addormentati, rimbecilliti, io dico che se ci provi li prendi con le mani! Da tre mesi non suono, non studio, chissà cosa ci vado a fare in conservatorio?… Va bene che questa domanda me la faccio anche durante l’anno, per ragioni diverse…

Ascolto le previsioni del tempo come un bollettino di guerra, e mi guardo sconsolata nella specchiera appannata: ma dove stiamo andando? Come abbiamo ridotto questo povero pianeta? Pannelli solari, energia eolica… ancora da parte li lasciamo? Come ce lo deve far capire il Padreterno, a calci nel sedere? Ma a chi fa comodo, fare tanti soldi con il petrolio in un mondo deserto, e quando dico “deserto” voglio dire “deserto”? Dove scapperanno, con tutti quei soldi, sulla luna? Ma sono la sola, a sentire cheafafà?

Poi mi ricordo di un amico carissimo, sono anni che non lo sento, gli telefono, ci facciamo delle grasse risate. E pian pianino, da un angolino remoto, un pruritino, una piccola voglia di scrivere… forse per suonare è ancora presto, ma mi risento viva. Un poco. Quanto basta per una poesia dedicata al nipotino: sono viva! Un poco di computer, poi si stacca, vediamo se riesco a resistere sul terrazzo. Siamo già alla sera: mi addormenterò presto, come al solito di questi tempi, sfinita per non aver fatto nulla. Penso a domani, quando riaprirò la finestra….

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